CCI fotovoltaico e sicurezza della rete elettrica diventano centrali dal 2026. Con la delibera ARERA 564/2025, l’adeguamento al Controllore Centrale di Impianto diventa un requisito operativo per molti impianti fotovoltaici ed eolici in media tensione.
Con la Delibera ARERA 564/2025 del 23 dicembre 2025, l’Autorità aggiorna e integra il quadro avviato con la 385/2025. Le nuove disposizioni sul CCI fotovoltaico prorogano alcune scadenze, confermano i requisiti funzionali richiesti, in particolare la funzione PF2, e introducono strumenti transitori per la gestione della sicurezza di rete nelle fasi di adeguamento non ancora completate, inclusa la procedura RIGEDI.
Per le imprese il messaggio è netto. Serve pianificare ora l’adeguamento, rispettare le nuove tempistiche e prevenire effetti economici e operativi legati alla non conformità.
CCI fotovoltaico: cosa prevede la delibera ARERA 564/2025
La Delibera 564/2025 conferma l’impostazione del CCI come requisito necessario per l’esercizio in sicurezza del sistema elettrico, ma interviene per rendere applicabili le regole nei tempi reali della filiera e per gestire la fase transitoria.
In sintesi, le novità principali riguardano:
- aggiornamento delle scadenze di adeguamento in funzione della potenza dell’impianto;
- chiarimenti e conferme sulle funzionalità richieste, in particolare la PF2 (limitazione della potenza attiva su comando esterno);
- strumenti “tampone” e misure di emergenza per garantire la sicurezza del sistema nelle finestre critiche (primavera 2026 e primavera 2027), in attesa del completamento degli adeguamenti;
- meccanismi economici collegati alle tempistiche di adeguamento (contributo forfetario e trattenimento temporaneo delle partite economiche in caso di ritardo).
Cos’è il CCI, in breve. Il Controllore Centrale di Impianto è il sistema che rende l’impianto osservabile e gestibile in modo coordinato dal Distributore e da Terna, abilitando le funzionalità previste dalla regolazione. Per l’approfondimento completo è disponibile la guida dedicata già pubblicata sul blog Tecno.
L’adeguamento funzionale a funzione PF2 e il ruolo nella sicurezza della rete
Il CCI non svolge solo una funzione di monitoraggio. La normativa richiede infatti l’integrazione obbligatoria della funzione PF2 – Limitazione della Potenza Attiva su comando esterno.
Questa funzionalità consente al Distributore o a Terna di intervenire sull’impianto riducendo temporaneamente la potenza immessa in rete, quando necessario per garantire la sicurezza del sistema elettrico nazionale. La PF2 è particolarmente rilevante nei periodi di bassa domanda ed elevata produzione rinnovabile non programmabile, in cui possono verificarsi fenomeni di overgeneration.
Per questo motivo, la regolazione chiarisce che la sola osservabilità non è sufficiente: l’impianto deve essere in grado di ricevere ed eseguire comandi remoti, diventando parte attiva nella gestione della rete elettrica nazionale.
Controllore Centrale Impianto: le nuove scadenze di adeguamento e i chiarimenti sugli incentivi previsti dalla normativa
Il quadro normativo è stato aggiornato per tenere conto delle complessità tecniche e operative emerse nella fase iniziale di applicazione. ARERA ha confermato l’obbligo di adeguamento al CCI, introducendo però tempistiche più coerenti con la realtà degli interventi richiesti.
Le scadenze oggi previste sono:
- 31 dicembre 2026 per gli impianti con potenza superiore a 1 MW;
- 31 dicembre 2027 per gli impianti tra 500 kW e 1 MW;
- 31 marzo 2028 per gli impianti tra 100 kW e 500 kW.
Le proroghe consentono alle imprese di pianificare l’adeguamento in modo più ordinato, senza ridurre il livello di sicurezza richiesto dal sistema elettrico.
Incentivi e conseguenze in caso di mancato adeguamento
La regolazione prevede un contributo forfetario collegato all’adeguamento, impostato per incentivare l’esecuzione degli interventi entro le tempistiche previste. In linea con l’impianto già introdotto, il contributo è concepito come “base” e si riduce progressivamente nel tempo fino ad azzerarsi in prossimità delle scadenze, proprio per spingere i produttori a non rimandare.
In parallelo, la Delibera conferma che il mancato rispetto delle tempistiche può comportare effetti economici rilevanti: trattenimento temporaneo (fino al completamento dell’adeguamento e alla verifica di conformità) delle partite economiche a vario titolo spettanti, inclusi incentivi e remunerazione dell’energia elettrica immessa in rete. L’obiettivo è stimolare il completamento rapido degli adeguamenti necessari ai fini dell’esercizio in sicurezza del sistema.
La procedura RIGEDI tra gli strumenti compatibili con l’adeguamento CCI
Poiché l’adeguamento tecnologico richiederà tempo, la Delibera 564/2025 si inserisce anche nella gestione della fase transitoria, definendo strumenti utili a garantire la sicurezza del sistema in finestre particolarmente critiche come la primavera 2026 e la primavera 2027, quando può aumentare il rischio di overgeneration.
In questo contesto rientra la procedura RIGEDI (Riduzione della Generazione Distribuita in condizioni di emergenza del Sistema Elettrico Nazionale): uno strumento di modulazione straordinaria utilizzabile in situazioni di emergenza come misura di ultima istanza per ridurre/distaccare la generazione distribuita, secondo le regole di rete e il piano di difesa del sistema.
È importante chiarire un punto: la presenza di questi strumenti non sostituisce l’obbligo di adeguamento al CCI. Serve a gestire la sicurezza del sistema nella transizione, mentre gli impianti completano gli interventi richiesti.
Perché pianificare l’adeguamento per tempo
Anche con scadenze più ampie, l’adeguamento al CCI non è un intervento immediato. Richiede un’analisi tecnica dell’impianto, la disponibilità dei dispositivi, il coordinamento con Distributore, Terna e GSE, oltre a una gestione accurata della documentazione.
Pianificare l’intervento con anticipo consente di evitare ritardi, ridurre i rischi operativi e preservare la continuità economica dell’impianto. In questo senso, l’adeguamento al CCI non è solo un obbligo normativo, ma un passaggio necessario per continuare a operare in modo regolare e senza blocchi.
Adeguamento CCI: perché è importante agire oggi con noi
Tecno affianca le imprese lungo tutto il percorso di adeguamento al CCI, dall’analisi preliminare fino alla piena conformità normativa. Il servizio include la fornitura e l’installazione del sistema CCI conforme alla normativa CEI 0-16, l’attivazione della funzione PF2 e la gestione delle pratiche con i soggetti coinvolti.
L’obiettivo è rendere l’adeguamento un processo chiaro, pianificato e senza impatti sull’operatività dell’impianto, trasformando un obbligo regolatorio in un intervento strutturato e governabile.
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