La delibera ARERA 385/2025 e il quadro RIGEDI rendono obbligatoria l’installazione del Controllore Centrale di Impianto (CCI) per tutti gli impianti fotovoltaici ed eolici con potenza pari o superiore a 100 kW connessi in media tensione. Questo cambiamento coinvolge da vicino le imprese proprietarie degli impianti, ma riguarda in modo altrettanto diretto gli installatori, chiamati a guidare un percorso tecnico che richiede competenze aggiornate, conoscenza della norma CEI 0-16 e capacità di integrare correttamente il nuovo dispositivo con la configurazione esistente.
In questo scenario gli installatori diventano un punto di riferimento essenziale per accompagnare le imprese nell’adeguamento, interpretare la normativa e garantire che l’impianto operi secondo i requisiti richiesti dal Codice di Rete.
Perché l’adeguamento CEI 016 richiede nuove competenze
L’obbligo del CCI va oltre l’installazione di un dispositivo. Per essere conforme, un impianto deve rispondere a una serie di verifiche tecniche e documentali che coinvolgono:
- l’adeguamento CEI 0-16 della cabina MT;
- la verifica della disponibilità dei trasformatori di corrente (TA) e di tensione (TV);
- l’integrazione del CCI con gli inverter fotovoltaici esistenti;
- la configurazione della funzionalità PF2, che permette al gestore di rete di limitare la potenza;
- l’allineamento dei dati su GAUDÌ e, quando necessario, la comunicazione al GSE.
Si tratta di attività che richiedono attenzione al dettaglio e la capacità di coordinare più elementi dell’impianto, spesso installati in periodi diversi e con tecnologie eterogenee.
Per molti proprietari di impianti, questo percorso non è immediato: gli installatori assumono quindi un ruolo fondamentale nell’interpretare la norma e renderla operativa senza compromettere la continuità produttiva dell’impianto.
Adeguamento CCI: in che modo gli installatori possono supportare i propri clienti
Gli installatori sono l’interfaccia tecnica più vicina alle imprese e rappresentano il punto di riferimento naturale quando un impianto deve affrontare l’adeguamento al CCI. Conoscono la configurazione reale degli impianti, le criticità delle cabine MT e il comportamento degli inverter sul campo, quindi possono tradurre gli obblighi normativi in interventi concreti e sostenibili. Il loro contributo diventa decisivo nell’analisi preliminare, nell’integrazione tecnica del dispositivo e nella gestione delle procedure richieste dal distributore, da Terna e dal GSE.
Un contributo concreto, passo dopo passo
Prima di procedere con l’installazione del CCI si procedere all’analisi preliminare, che consiste nel valutare:
- la compatibilità dei sistemi esistenti;
- la tipologia di cabina MT e il grado di adeguamento CEI 0-16 necessario;
- la comunicazione già presente tra inverter e datalogger;
- eventuali criticità nell’integrazione del CCI con inverter fotovoltaici non recenti.
Questa fase evita costi non previsti e riduce il rischio di reinstallazioni o interventi ripetitivi.
Lo step successivo all’analisi preliminare include l’installazione e l’integrazione del CCI. Un’installazione corretta richiede di:
- collegare il CCI alla rete dati esistente;
- verificare la comunicazione con gli inverter e con i sistemi di campo;
- configurare i parametri richiesti dal distributore;
- garantire che la funzione PF2 sia attiva e verificabile.
L’obiettivo è ottenere un impianto pienamente configurato e pronto per la dichiarazione ufficiale al distributore.
Infine, l’installatore è un supporto indispensabile anche nella fase di compilazione delle pratiche e della documentazione, che include passaggi spesso complessi, come:
- predisporre la documentazione tecnica richiesta dal distributore;
- generare e validare le dichiarazioni di conformità;
- aggiornare i dati su GAUDÌ;
- allineare le informazioni per il GSE, in particolare per gli impianti incentivati.
Una gestione ordinata della documentazione permette al cliente di dimostrare la piena conformità e di accedere agli eventuali contributi economici previsti dalla delibera.
Adeguamento cabine MT: un passaggio decisivo
Molti impianti richiedono un aggiornamento della cabina MT per adeguarsi alla CEI 0-16, soprattutto quando:
- la cabina ospita componenti datati;
- mancano TA e TV idonei alle misure richieste;
- la protezione generale non è compatibile con il nuovo schema di controllo.
L’adeguamento della cabina MT rappresenta, quindi, una parte significativa del progetto e influisce sulla corretta installazione del CCI e sull’attivazione della PF2.
Gli installatori sono spesso i primi a individuare queste esigenze e a proporre una soluzione tecnico–economica coerente con la normativa.
Integrazione CCI con gli inverter fotovoltaici
Uno dei temi più complessi riguarda l’integrazione del CCI con inverter non recenti o privi di funzioni di regolazione avanzata. In molti casi la normativa consente la disconnessione o riconnessione di singoli inverter per gestire la potenza, evitando la sostituzione completa dell’apparecchiatura.
Gli installatori assumono un ruolo centrale nel:
- verificare la presenza di protocolli di comunicazione standard
- configurare i datalogger esistenti;
- proporre soluzioni alternative quando l’inverter non è pienamente compatibile.
Una corretta gestione di questo passaggio permette di ridurre i costi e accelerare l’adeguamento.
Perché una partnership con Tecno DGT può fare la differenza
Tecno DGT supporta gli installatori in tutte le fasi del processo di adeguamento, integrando competenze tecniche, digitali e documentali. La collaborazione offre vantaggi concreti sia per il cliente finale sia per l’installatore.
Tecno DGT fornisce:
- dispositivi CCI conformi alle norme;
- supporto nella configurazione della PF2;
- assistenza nelle verifiche di compatibilità;
- strumenti digitali per il monitoraggio dei parametri.
Questo riduce i tempi di installazione e facilita la gestione di impianti complessi.
Grazie alla partnership l’installatore può proporre al cliente un pacchetto completo:
- installazione tecnica;
- configurazione CCI;
- supporto documentale,
- monitoraggio post–installazione.
Questo rafforza la relazione tra installatore e impresa, e consente di offrire un servizio più completo, affidabile e riconosciuto sul mercato.
Oltre la norma: il valore di un percorso condiviso
La sfida del CCI non riguarda solo la conformità a una norma, ma la possibilità di costruire un sistema energetico più stabile, integrato e pronto a sostenere la transizione verso un modello più digitale e più distribuito. Gli installatori sono protagonisti di questo passaggio: interpretano la norma, coordinano gli interventi e accompagnano le imprese nel dare continuità ai propri impianti.
La collaborazione tra installatori e Tecno DGT crea un percorso più chiaro e più veloce, trasformando un obbligo regolatorio in un’occasione per migliorare la qualità degli impianti e della rete nel suo insieme.
Se sei un installatore e vuoi approfondire come collaborare con Tecno DGT nell’adeguamento al CCI, contattaci per ricevere informazioni tecniche e supporto operativo.